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Yazidismo
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Lo mwcqyazidismo (mwcgin curdo mwcwÊzidî oppure mwdaÎzîdî, mwdqin arabo ﻳﺰﻳﺪﻱ?, Yazīdī ) è una dottrina religiosa mwdgsincretica diffusa prevalentemente nel mwdwSinjar e nella mweapiana di Ninive; lo yazidismo si è costituito prevalentemente nel mweqBasso Medioevo, coniugando elementi dell'mwegislam mwewsufi con tradizioni preislamiche locali ed elementi del mwfacristianesimo nestoriano e dell'mwfqebraismo. La comunità yezida è prevalentemente di mwfglingua curda, di dialetto mwfwkurmanji.
Contents
• Storia
• Note
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Etimologia
"Yazidi" è il nome con cui tale comunità religiosa è universalmente conosciuta, ma tra di loro i membri si chiamano Êzidî, in alcune aree, Dasini (in arabo mwgwDawāsin), forse dal nome dell'antica provincia che si estendeva a est di mwhaMosul, nell'attuale mwhqIraq. Secondo una mwhgetimologia abbastanza diffusa (ma tutt'altro che accettata dagli storici delle religioni), il termine "yazidi" sarebbe derivato dal nome del mwhwcaliffo mwiaomayyade mwiqYazīd I (680-683), ma mwigal-Shahrastānī parlava invece di un certo Yazīd ibn ʿUnaysa.cite-ref-1[1] Non è da escludere che il nome provenga dal termine medio-persiano (mwjwlingua pahlavi) mwkayazd, mwkqyazdān cioè "entità divina",cite-ref-2[2] forse in riferimento a Melek Ta'us.cite-ref-iranicaonline-3-0[3] La stessa parola esiste anche in mwmgavestico come mwmwyazata.
I suoi fedeli sono chiamati in mwnqturco mwngÇırağ Söndüren,cite-ref-4[4] ossia "spegnitori di lampade". Ciò potrebbe dipendere dalla calunnia espressa da certa faziosa manualistica islamicacite-ref-5[5] riguardante le fedi non islamiche o considerate eretiche, secondo cui gli yazidi farebbero ricorso sfrenato al mwpwlibertinaggio ed alla mwqapromiscuità - praticati in questo caso nell'oscurità - anche se è probabile che l'espressione "spegnitori di lampade" sia ricollegabile, in realtà, alla convinzione degli yazidi - espressa nel mwqqMaṣḥaf rash - secondo cui il mondo sarebbe stato creato da Dio dopo aver creato sei angeli «dalla Sua essenza e dalla Sua luce... come quando un uomo accende una lampada da un'altra».
mwqwGiuseppe Furlani, nel suo mwraReligione dei Yezidi. Testi religiosi dei Yezidi, a proposito della semplicistica definizione degli yazidi come di "adoratori del diavolo",cite-ref-treccani-6-0[6] ricordava le osservazioni di Richard Carnac Temple, che nel suo studio mwsgThe Yezidis or devil-worshippers of Mosul,cite-ref-7[7] aveva qualificato l'espressione mwtwŠeyṭān-perest "inesatta e falsa" e "inventata specialmente dagli Europei che viaggiarono in Oriente - di fede cristiana - per descrivere una forma di religione estranea alla loro mentalità, essendo l'adorazione del Diavolo - in realtà - l'adorazione di spiriti soprannaturali da parte di animisti primitivi, spiriti chiamati diavoli segnatamente dai missionari cristiani per far sentir ribrezzo ai nuovi convertiti per gli dèi prima adorati", anche se Furlani sottolineava che "si può dire in un certo senso che adorano il Diavolo, perché il loro Dio è l'angelo supremo caduto dal suo seggio, ma poi rimesso da Dio al suo posto primitivo" (n. 1, p.mwua 1).cite-ref-8[8]
Storia
La dottrina yazidi si originò nel corso del medioevo nelle zone montuose a maggioranza curda vicino a mwvwMosul, dove si stabilirono esponenti della decaduta dinastia mwwaomayyade, la cui presenza favorì lo sviluppo di credenze mistiche in loro onore. Nel XII secolo il teologo mwwqAdi ibn Mustafa, discendente degli Omayyadi e stabilitosi a mwwgLalish, avviò la mwwwconfraternita islamica dell'ʿAdwiyyah. Malgrado i suoi insegnamenti fossero ortodossi e in linea con le credenze dell'islam, i suoi seguaci cominciarono a coniugarvi elementi delle tradizioni locali. Nel XIII e XIV secolo gli yazidi crebbero di influenza e la loro dottrina si sviluppò sempre più allontanandosi dall'islam ortodosso. A partire dal XV secolo le potenze locali individuarono gli yazidi come degli eretici, reprimendone la dottrina. Tra il XIX ed il XX secolo migliaia di yazidi abbandonarono le proprie regioni ancestrali, rifugiandosi in mwxaCaucaso.cite-ref-britannica-9-0[9]
Nel 1892 truppe ottomane penetrarono nella valle di Lalish, massacrando migliaia di abitanti e distruggendo il mausoleo di Adi ibn Mustafa. Le persecuzioni della comunità yazidi attraversarono tutta la seconda metà del XX secolo, in particolare nel 1957, sotto il regno di mwygFaysal II d'Iraq. Dopo l'instaurazione della mwywRepubblica d'Iraq il presidente mwzaba'athista mwzqAhmed Hasan al-Bakr riprese le persecuzioni: la prima fu ordinata nel 1969 e la seconda nel 1975.
Nello stesso periodo il governo mwzwturco avviò una politica discriminatoria verso la minoranza yazida. A partire dagli anni 1980, molti yazidi turchi iniziarono ad emigrare in mwaaGermania Ovest.cite-ref-iranicaonline-3-1[3]
Durante il regime di mwbgSaddam Hussein, gli yazidi vennero classificati come mwbwarabi, in modo tale da falsare gli equilibri etnici nella regione, anche se il regime li emarginò e li discriminò socialmente e culturalmente. Tra il 1987 ed il 1988 Ṣaddam Hussein scatenò una durissima repressione della comunità yazidi. Il dittatore ordinò la deportazione di decine di migliaia di yazidi verso il mwcaSinjar. Dopo la caduta di Ṣaddam Ḥussein nel 2003, le autorità del mwcqKurdistan iracheno richiesero che gli yazidi fossero riconosciuti ufficialmente come mwcgcurdi.
Caratteristiche
Lo yazidismo è una dottrina mwfwmonoteista, la cui origine è discussa in ragione anche dell'accentuato mwgaesoterismo delle sue dottrine, che consentono solo agli iniziati di accedere al suo nucleo più autentico. I fedeli dello Yazidismo venerano sette angeli, mwgqemanazioni del mwggDio primordiale, di cui il primo e più importante sarebbe mwgwMelek Ta'us, dalle sembianze di un pavone, che «cadde, ma essenzialmente buono, pianse, e le sue lacrime di pentimento, deposte in settemila anni di pianto ininterrotto in sette anfore, hanno estinto le vampe dell'inferno».cite-ref-12[12]
mwiqAlessandro Bausani, uno dei massimi esperti italiani di mwigislamistica della sua generazione, osserva che, anche se lo yazidismo sarebbe «ancora elencato fra le sette musulmane per motivi pratici e anche, se è vera l'opinione del Guidi, per la sua origine e per qualche nome arabo e persiano che vi si incontra», di fatto sembra che la dottrina yazidi «praticamente nulla abbia di islamico», tanto da poter «ben essere messa assieme a residui di sette gnostiche del Vicino Oriente del tipo dei mandei».cite-ref-13[13] Secondo una teoria propugnata da alcuni studiosi lo yazidismo rappresenterebbe uno dei tre rami dello mwjwyazdanesimo, insieme allo mwkayarsanesimo e all'mwkqalevismo. La religione yazidi deriverebbe in parte, secondo alcuni storici, da antiche religioni preabramitiche,cite-ref-14[14] in cui non sono assenti forme di mwlganimismo mwlwpoliteistico, anche se mwmaGiuseppe Furlani ne sottolineava i legami con l'islam e, in piccola parte, col mwmqcristianesimo,cite-ref-15[15] senza trascurare le influenze del mwngdualismo mwnwiranico.
Sono tradizioni yazidi le abluzioni sacre, il divieto di mangiare certi cibi, il mwogdigiuno, il mwowpellegrinaggio devozionale, l'interpretazione dei sogni e la mwpqtrasmigrazione delle anime.cite-ref-britannica-9-1[9] Lo yazidismo fa propria la credenza della mwqgmetempsicosi, mentre il mwqwparadiso sarebbe destinato ai giusti. Il vocabolario religioso, soprattutto nella terminologia della letteratura esoterica, è simile a quello islamico mwrasufi. Gran parte della mwrqmitologia e della mwrgcosmogonia risente di influenze preislamiche e mwrwgnostiche.cite-ref-treccani-6-1[6] Le sacre scritture dello yazidismo sono costituite dal mwtaKitāb al-Ǧilwa e dal mwtgmwtwMishefa Res, entrambi scritti in lingua kurmanji. Il pellegrinaggio rituale si svolge una volta all'anno e dura sei giorni. Durante la celebrazione, i fedeli si immergono nelle acque di un fiume, lavano le statue raffiguranti Melek Ta'us ed accendono centinaia di lampade sulle tombe di ʿAdī e degli altri santi.cite-ref-iranicaonline-3-2[3] Nel corso della cerimonia viene anche sacrificato un mwvabue.
Gli yazidi sono tradizionalmente diffidenti nei confronti degli altri gruppi religiosi e gran parte del loro credo è caratterizzato da un'accentuata riservatezza, che non consente agli studiosi di tracciarne compiutamente e soddisfacentemente i contorni. Per esempio, la preghiera (da effettuare due volte al giorno, sempre in direzione del sole) non può essere recitata in presenza di persone estranee al culto. Il mercoledì è il giorno sacro, sebbene sia il sabato a essere considerato il giorno di riposo. A dicembre vi è poi una lunga festività della durata di tre giorni. Vi sono altri giorni sacri definiti dal Mishefa Res, ad esempio il 20 luglio. Il significato di molte di queste ricorrenze non è però comunemente divulgato e tutto ciò ammanta di mistero la religione degli yazidi.
La società yazidi presenta una struttura gerarchica che vede ai vertici un capo laico, detto "mwvwemiro", e un capo religioso, detto "maestro" o "mwwasceicco".cite-ref-britannica-9-2[9] L'emiro, che risiede a Ba'adra, rappresenta gli yazidi presso le autorità irachene. Ha il potere di insediare il maestro, che risiede invece nel Sinjar. Oltre ad essere il capo religioso supremo, rappresenta l'autorità infallibile nell'interpretazione delle sacre scritture.
I bambini vengono "battezzati" alla nascita, esiste la mwxgfractio panis tipica del mwxwcristianesimo e si usa rendere ossequiosa visita ad alcune note chiese cristiane. La mwyacirconcisione è una pratica che è diffusa tra gli yazidi, ma non è considerata necessariacite-ref-16[16]. Inoltre, si osserva un digiuno penitenziale secondo le modalità islamiche. Sono eseguite danze suficite-ref-17[17] e pellegrinaggi alla tomba dello sceicco ʿAdī e, alla loro morte, i defunti sono deposti con le mani giunte in tombe di forma conica.
Gli yazidi, ritenendosi gli unici veri discendenti di mw1aAdamo,cite-ref-18[18] sono strettamente mw2qendogamici e non accettano convertiti. La pena più grave per un fedele è l'espulsione dalla comunità, poiché l'espulso va incontro alla perdita dell'anima; nel 2007 mw2gDu'a Khalil Aswad, giovane ragazza yazida, venne linciata dalla sua comunità dopo esser stata scoperta a frequentare un ragazzo di diversa fede.
Demografia
La comunità religiosa che professa lo Yazidismo è composta da mw3q200 000 - mw3g300 000 individuicite-ref-iranicaonline-3-3[3]. Il gruppo principale, costituito da mw4w150 000 yazidi, vive in due aree dell'mw5aIraq: i monti del mw5qJebel Sinjar e i distretti di Badinan (o Shaykhān) e Dohuk (nord-ovest del Paese). Il nord-ovest dell'Iraq è l'area originaria dello Yazidismo, insieme all'mw5gAnatolia sud-orientale (province di mw5wDiyarbakir e mw6aMardin). Però la maggior parte degli yazidi residenti in mw6qTurchia è emigrata in mw6gGermania Ovest negli mw6wanni 1980. Oltre mw7a50 000 yazidi vivono tra mw7qArmenia e mw7gGeorgia. Vivono anche in mw7wSiria, soprattutto nei dintorni di mw8aAleppo (ca. mw8q5 000 nel mw8gMonte Simeone), ed infine un numero imprecisato vive in alcune zone dell'mw8wIran. Si stima che circa mw9a50 000 yazidi siano emigrati verso l'mw9qEuropa occidentale, soprattutto in mw9gGermania, in cerca di asilo e di lavoro.
Note
cite-note-11. ↑ mw-qKitāb al-milal wa l-niḥal ed. mw-gWilliam Cureton, I, p. 101.
cite-note-22. ↑ G.P. Badger, mwaqiThe Nestorians and their Rituals, Londra, 1852, I, p. 112.
cite-note-iranicaonline-33. ↑ mwaqwmwaq0mwaq4Yazidis I General, su mwaq8iranicaonline.org. mwaraURL consultato il 12 agosto 2014.
cite-note-44. ↑ Th. Menzel, "Ein Beitrag zur Kenntnis der Jeziden", in: H. Grothe, mwarqMeine Vorderasienexpedition 1906 und 1907, I, i, Lipsia, 1911, pp. LXXXIX-CCXI, p. 89.
cite-note-55. ↑ Si veda mwargAlessandro Bausani, "Religioni nuove sorte dall'Islam", in: mwarkStoria delle religioni, fondata da mwaroPietro Tacchi Venturi, 5 voll., Torino, UTET, 1971, V, p. 243.
cite-note-treccani-66. ↑ citereftreccani-yazidi-enciclopedia-italianamwasamwaseYAZIDI, in mwasimwasmEnciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
cite-note-77. ↑ The Indian Antiquity, LIV, 1925, pp. 94-98, a p. 94.
cite-note-88. ↑ G. Furlani, mwasoReligione dei Yezidi. Testi religiosi dei Yezidi, p. 2.
cite-note-britannica-99. ↑ mwatimwatmBritannica.
cite-note-1010. ↑ mwatgmwatkmwatoSinjar, le milizie dello Stato islamico massacrano gli Yazidi e impongono la tassa ai cristiani, su mwatsasianews.it. mwatwURL consultato il 12 agosto 2014.
cite-note-1111. ↑ mwauamwauemwauiUN confirms 5,000 Yazidis men were executed and 7,000 women are now sex slaves | Daily Mail Online, su mwaumdailymail.co.uk.
cite-note-1414. ↑ Per tutti si ricordino A. H. Layard, mwavmNineveh and its remains, Londra, 1849 e R. Dussaud, mwavuHistoire et religion des Noṣairīs, Parigi, 1900, p. 97.
cite-note-1515. ↑ G. Furlani, mwavkReligione dei Yezidi. Testi religiosi dei Yezidi, p. 4.
cite-note-1616. ↑ mwav0mwav4mwav8Six months in a Syrian monastery; being the record of a visit to the head quarters of the Syrian church in Mesopotamia, with some account of the Yazidis or devil worshippers of Mosul and El Jilwah, their sacred book (mwawamwaweTXT), su mwawiarchive.org.
cite-note-1818. ↑ Un mito molto noto sull'origine degli yazidi attribuisce loro una linea di discendenza distintiva che li differenzia dalle altre comunità religiose. Adamo ed Eva litigavano su quale di essi avesse fornito l'elemento creativo nella generazione dei loro figli. Deposero entrambi il proprio seme in un vaso che venne poi sigillato. Quando quello di Eva fu aperto era pieno di insetti e altre creature indesiderate, invece all'interno del vaso di Adamo vi era un bel bambino. Questo bambino, noto come Šahed ibn Jarr (Šahed, figlio di Jarr) crebbe fino a sposare una vergine e divenne l'antenato degli yazidi. Cfr. mwawwEncyclopaedia Iranica
Bibliografia
• p. Anastase Marie, "La découverte récente des deux livres sacrés des Yézîdis", in mwaxaAnthropos, VI (1911), pp.mwaxe 1–39
• Isya Joseph, "Yezidi Texts", in mwaxmThe American Journal of Semitic Languages and Literatures, XXV, pp.mwaxq 111–156 e 218-254
• Maximilian Bittner, "Die heiligen Bücher der Jeziden oder Teufelsanbeter (kurdisch und arabisch)", in mwaxyDenkschrift der kaiserlichen Akademie der Wissenschaften in Wien, VI, 1913 (1911), pp.mwaxc 628–639
• mwaxkGiuseppe Furlani, mwaxoReligione dei Yezidi. Testi religiosi dei Yezidi, traduzione, introduzione e note, Bologna, Nicola Zanichelli, 1930 (Testi e documenti per la storia delle religioni divulgati a cura di Raffaele Pettazzoni).
• mwaxwMichelangelo Guidi, "Origine dei Yezidi e storia religiosa dell'Islam e del dualismo", e "Nuove ricerche sui Yezidi", in mwax0Rivista degli Studi Orientali, XIII (1932) (rivista dell'mwax4Università di Roma)
• citerefbausaniAlessandro Bausani, Islam, Milano, Garzanti, 1980.
• Ph.G. Kreyenbroek, "Yezidism - its Background, Observances and Textual Tradition", mwayeTexts and Studies in Religion, 62. Lewiston, Queenston and Lampeter, Edwin Mellen Press, 1995.
Voci correlate
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itYazidi, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaMichelangelo Guidi, YAZIDI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1937.
• citerefdizionario-di-storiayazidi, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citeref-britannica(EN) Yazidi, in Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• Articolo di Ezio Albrile sulla recezione "tradizionalista" dello yezidismo mwazi